I risultati dell’applicazione del GPP nei Comuni 2026 (in riferimento ai bandi 2025)
Il Green Procurement fa bene agli acquisti della Pubblica Amministrazione, fa bene alle imprese che hanno deciso di investire nella sostenibilità, è utile per contrastare il caporalato ed il dumping sociale, oltre che per combattere sempre di più il gender gap, punto di svolta per la politica ambientale che supporta la conversione ecologica e l’economia circolare e, senza che spesso se ne accorgano direttamente, fa anche bene ai cittadini, facendo cambiare la conduzione dei territori amministrati dalla PA.
Il secondo appuntamento con il IX report dell’Osservatorio Appalti Verdi nella cornice del XIII Ecoforum svoltosi a Roma l’1 e il 2 luglio, la conferenza nazionale sull’economia circolare organizzata da Legambiente, Nuova Ecologia e Kyoto Club.
L’evento dal titolo “Oltre il PNRR. Investimenti, norme e sfide per l’economia circolare” ha ospitato nella sua seconda giornata la presentazione delle performance delle amministrazioni comunali nell’applicazione del GPP e dei Criteri Ambientali Minimi relativi ai bandi emessi nel 2025.
L’ossatura della PA italiana, diffusa e partecipe sui territori, può e deve essere un buon esempio ed una buona pratica costante nel dare concretezza alla sostenibilità, riducendo al minimo gli impatti possibili dovuti a tutte le procedure di acquisto di forniture, servizi e lavori che i Comuni svolgono sui territori che amministrano.
La performance media è del 57% di applicazione generale del GPP, con i Capoluoghi che fanno da apripista e primi della classe, seguiti dal resto dei comuni, che seppur con fatica dimostrano comunque impegno e proattività.
Il lavoro da fare è ancora molto, serve formazione, monitoraggio, supporto economico e accompagnamento a chi questa strada la vuole intraprendere.
Se hai perso l’evento trovi qui di seguito il video dell’appuntamento:
Per informazioni e supporto, scrivi a: info@appaltiverdi.net